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Come scegliere il pos giusto per la propria attività

Con il crescente utilizzo dei sistemi di pagamento elettronici (carte di credito, prepagate e bancomat) anche nel nostro Paese, per negozi e liberi professionisti è diventata sempre più un’esigenza dotarsi di un pos all’interno del proprio punto vendita.

Dal 2018 al 2020 le transazioni con pos sono aumentate quasi del 50%, a testimonianza di quanto sia forte questa tendenza.

Tuttavia, ponendoci dal punto di vista di un esercente che ha necessità di decidere quale pos richiedere per la propria attività, la scelta risulta davvero ardua perché le offerte ormai sono tantissime e tutte molto allettanti.

Inoltre di tipologie di pos ne esistono davvero tante e differenti l’una dall’altra.

Cerchiamo di chiarire tutto ciò che è necessario conoscere per scegliere in maniera informata il pos per la propria attività imprenditoriale.

Che cos’è il pos?

Partiamo dalla definizione di pos (dall’inglese Point of sale, ovvero “punto di vendita” in italiano).

Parliamo di un lettore di carte in grado di accettare pagamenti elettronici ed il suo meccanismo di funzionamento è molto semplice.

Il cliente paga l’importo dovuto al negoziante. Tale importo verrà addebitato sulla carta del cliente (bancomat, prepagata o carta di credito) ed il giorno successivo sarà invece accreditato sul conto corrente dell’imprenditore.

Ovviamente, quest’ultimo, per tale servizio avrà dei costi da sostenere che possono consistere in un canone fisso o in commissioni sul transato.

Approfondiremo l’aspetto costi dei pos a breve.

Analizziamo prima le diverse tipologie di di pos che si suddividono in:

  • pos mobile;
  • pos gprs;
  • pos su linea fissa.

Pos tradizionali e pos di ultima generazione

Il pos, per funzionare, ha bisogno di una rete dati a cui connettersi per poter eseguire tutte le operazioni di addebito ed accredito delle transazioni.

I pos di prima generazione, che potremmo definire anche tradizionali, si collegano alla rete telefonica per funzionare.

Il pos GRPS è invece comodissimo perché ha una SIM dati integrata che permette all’apparecchio di funzionare ovunque, anche se non si dispone di una rete telefonica o di una connessione ad internet.

La SIM dati va autonomamente alla ricerca dell’operatore internet più vicino, vi si connette ed esegue le transazioni richieste.

Infine il pos mobile funziona tramite lo smartphone. Sarà necessario scaricare un’app e poi sfruttare la rete dati 3G o 4G del dispositivo, che può essere uno smartphone o tablet.

Pos a canone mensile o senza commissioni?

Passiamo ora alla vera e propria nota dolente quando si parla di pos ovvero ai costi.

Essenzialmente le offerte dei lettori di carte si dividono in due tipologie:

  • pos senza commissioni
  • pos con canone fisso.

Quale delle due conviene di più? Diciamo che la risposta a questa domanda dipende molto dalla mole di transazioni che un’azienda prevede di effettuare con il pos.

Per piccole attività con un numero di transazioni ridotto probabilmente la soluzione migliore è rappresentata dal pos senza canone che quindi permette di pagare una commissione solo quando si utilizza il lettore, in proporzione all’importo incassato.

Ammettiamo di aver acquistato un pos con commissioni al 1,5% e di dover incassare un pagamento di 200 euro.

In questo caso la commissione ammonterà a 3€.

Discorso diverso vale per le attività che prevedono di incassare molti pagamenti con il pos e di importi sostanziosi.

Un’azienda che incassa almeno 2000€ al mese con il pos, con un lettore che applica una commissione del 1,5% sulle transazioni andrebbe a pagare 30€ di commissioni al mese.

Tuttavia la maggior parte delle offerte dei pos con canone prevedono un costo fisso mensile non superiore ai 20€ più iva.

Insomma è semplice comprendere che più sale l’ammontare dei pagamenti incassati con il lettore, maggiore è la convenienza di un pos senza commissioni con canone fisso.

Una buona promozione con pos senza commissioni è quella di Axerve. Per tutte le informazioni utili a riguardo è interessante leggere questa guida https://finanzafacile.net/axerve-il-pos-senza-commissioni/.

I costi di attivazione

Bisogna poi fare attenzione ai costi richiesti per attivare il servizio o per acquistare il pos. In particolar modo le offerte dei pos con commissioni richiedono ai nuovi clienti di verso una somma una tantum per l’acquisto del lettore.

Tale somma può variare dai 30€ ai 250€, dipende dall’offerta che si decide di attivare. Così facendo comunque il lettore diventa di proprietà e non deve essere restituito qualora si decida di rescindere il contratto.

Quali attività dovrebbero munirsi di pos

Oggi come oggi qualsiasi attività, a prescindere dalle dimensioni, dovrebbe munirsi di un pos.

Il motivo è facile da comprendere.

Sempre più persone sono ormai abituate a pagare con le carte e quindi è di vitale importanza per un’attività disporre di un lettore per evitare di perdere potenziali vendite o clienti.

Tuttavia per alcune tipologie di aziende tale necessità è ancora più marcata.

Pensiamo alle attività con consegne a domicilio, ai tassisti oppure ad artigiani come idraulici o elettricisti che hanno bisogno di poter incassare pagamenti ovunque.

Per quanto riguarda l’obbligatorietà al momento non esistono sanzioni che puniscono chi non dispone ancora di un pos.

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