Press "Enter" to skip to content

La sindrome dell’intestino irritabile

La sindrome dell’intestino irritabile è una patologia molto nota e debilitante che interessa una grande fetta della popolazione. Ad esserne colpiti sono principalmente individui dai 30 ai 50 anni, ma non si esclude l’incidenza anche in soggetti di età diversa.

Riconoscibile da fastidi del tratto gastroenterico, quali tensione addominale, gonfiore, dolore e cambiamenti della funzione intestinale. Entriamo nel dettaglio e scopriamo come contrastare i fastidiosi disturbi.

Sintomi dell’intestino irritabile

La sindrome del’intestino irritabile condiziona notevolmente la vita sociale, la psiche, l’umore e gli stati depressivi. Solo chi ne soffre può capire a fondo di quanto sia destabilizzante.

I principali sintomi si diversificano in base alla fase di manifestazione. Uno stato iniziale esordisce solitamente con disturbi di:

  • tensione addominale;
  • dolore addominale che migliora dopo l’evacuazione,
  • alterazione della frequenza delle evacuazioni,
  • modificazioni dell’aspetto delle feci.

Lo stato conclamato della patologia, che dura da più di tre mesi, comporta un peggioramento dei sintomi quali:

  • evacuazioni diarroiche o stipsi severa e dolorosa;
  • stato di gonfiore addominale pronunciato;
  • modifica della consistenza delle feci,
  • presenza di muco e sangue nelle feci;
  • nausea, vomito e inappetenza;
  • febbre.

Entrambe le fasi necessitano di modiche alimentari, dello stile di vita e all’occorrenza, di terapie mediche.

Come capire se soffriamo di sindrome del intestino irritabile

La sindrome dell’intestino irritabile non ha esami specifici che ne confermano l’esordio, solitamente la diagnosi viene definita a esclusione di determinate malattie organiche importanti che ne giustifichino i disturbi.

Nella fase iniziale sicuramente il primo passo da fare è quello di consultare il medico curante, per escludere che detti fastidi possano essere conseguenti a malattie importanti dell’apparato intestinale quali la celiachia e il morbo di Chron.

È consigliabile in un secondo momento farsi seguire da un nutrizionista, per scongiurare eventuali allergie e intolleranze alimentari e per seguire un adeguato piano alimentare che aiuti il contenimento dei disturbi.

Se al contrario la condizione dell’intestino irritabile è stata già diagnosticata, è importante sapere che durante i cambi di stagione i disturbi si possono accentuare e che è necessario fare regolari controlli per evitare modifiche e cronicizzazione della patologia.

Quali sono le cause intestino irritabile?

Le cause sono varie e soggettive, non riconducibili a una sola causa scatenante, ma da un mix di fattori biologici e psico-sociali.

Una delle cause comune a moti individui è sicuramente lo stress. La funzione intestinale è in continuo collegamento con il cervello, motivo per cui tutti gli stati di ansia, depressione, stress e condizionamenti psicologici si riflettono negativamente anche sull’intestino e viceversa.

Anche il disturbo da reflusso gastro-esofageo e altre patologie dell’apparato digerente incidono notevolmente sul benessere dell’apparato intestinale in quanto strettamente collegate.

Non è escluso che pazienti affetti da sindrome dell’intestino irritabile presentino anche sintomi più difficili da riconoscere come la stanchezza cronica, affaticamento muscolare, cefalea e insonnia.

Quali i rimedi per intestino irritabile?

Senza entrare nello specifico delle terapie mediche, che lasciamo stabilire da medici ed esperti, ci sono piccoli accorgimenti che aiutano a prevenire e contrastare i disturbi dell’intestino irritabile:

CORRETTA ALIMENTAZIONE

La prima cosa a cui bisogna prestare particolare cura è sicuramente l’alimentazione, consultare un nutrizionista vi aiuterà a capire che tipo di piano alimentare seguire o se sono in corso intolleranze alimentari spesso responsabili di gonfiore, stitichezza o diarrea, anche a fasi alterne.

Eliminare dalla dieta alimenti che causano gas intestinale, quali le bevande gassate, i legumi, verdure e ortaggi a foglia larga (lattuga, piselli, cavolfiore e broccoli) e preferire cibi ipocalorici privi di grassi e zuccheri aggiunti, fibre e cereali.

Evitare di masticare chewing-gum e consumare la frutta lontano dai pasti. Integrate nell’alimentazione un consumo moderato di frutta secca, valido sostituto proteico di spuntini.

Particolare attenzione richiede l’idratazione. Consumate almeno due litri di acqua naturale al giorno per evitare che le feci si induriscano e rendano difficile l’evacuazione.

ATTIVITÀ FISICA

Non importa quale attività fisica si faccia l’importante è muoversi costantemente, facilita il corretto funzionamento dell’apparato gastroenterico e mantiene in attività il sistema immunitario.

Inoltre un continuo movimento corporeo favorisce il benessere psico-fisico, indispensabile per contrastare i disturbi dell’intestino irritabile e non solo, contiene la pressione arteriosa e sviluppa la massa muscolare.

INTEGRATORI

Per tutti coloro che soffrono di gas intestinale verrà sicuramente consigliata l’assunzione di integratori ricchi di sostanze benefiche ed enzimi digestivi, che aiuteranno a liberare l’intestino dall’aria in eccesso.

Integratori o lassativi ricchi di fibre in presenza di stipsi, antidiarroici per episodi di diarrea ripetuta e antispastici per contenere gli spasmi e i dolori intestinali.

In caso di fase conclamata della sindrome del colon irritabile è consigliabile consultare un professionista esperto del settore che sappia al meglio individuare il giusto percorso medico da seguire.

Be First to Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *